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FestivaLisztBiglietti

Dal 1868

Liszt e Grottammare

«Le sei settimane a Grotta Mare resteranno per me uno dei migliori e più dolci ricordi della mia vita.»
Firma autografa di Franz Liszt

L’estate del 1868

Caricatura di Franz Liszt al pianoforte, «Fantasie brillanti su Liszt», CAB, La Vie Parisienne, 1886

«Fantasie brillanti su Liszt», caricatura di CAB, La Vie Parisienne, 1886

Nell’estate del 1868 Franz Liszt, all’apice della fama europea, scelse Grottammare per un lungo soggiorno di sei settimane, ospite del conte Fenili. Non lo portarono qui i grandi festival che se lo contendevano, ma la quiete: accompagnava la sua guida spirituale, l’abate Solfanelli, in convalescenza nella cittadina adriatica già allora rinomata località di cura.

Tra le stanze di Palazzo Fenili, le funzioni mattutine a San Pio V — dove sull’organo Callido provò l’«Offertorio per la messa di San Francesco», composto proprio qui — i salotti dei Laureati e dei Palmaroli e i «concerti al chiaro di luna» alla Vedetta Picena, quel soggiorno legò per sempre il compositore ungherese alla città. A quella presenza il Festival rende omaggio ogni estate, da ventiquattro edizioni.

La passeggiata nei luoghi lisztiani

Sette tappe tra il lungomare e il Paese Alto, sulle orme del soggiorno del 1868. Il ritrovo tradizionale è davanti alla caserma dei Carabinieri, già Palazzo Fenili.

Palazzo FeniliUn bassorilievo dello scultore Francesco Santori ricorda il soggiorno del pianista ungherese nell'estate del 1868, ospite del conte Fenili. Conteso da molte località dove si tenevano importanti festival musicali, Liszt preferì accompagnare la sua guida spirituale, l'abate Solfanelli, provato da una malattia ai polmoni, per un periodo di convalescenza a Grottammare, già allora rinomata località di cura. Oggi il palazzo è sede della caserma dei Carabinieri, punto di ritrovo della passeggiata lisztiana.
Chiesa di San Pio VAl mattino Liszt si alzava presto per recarsi nella chiesa «che dista a pochi passi dalla mia abitazione» per pregare e ascoltare le funzioni. Progettata da Pietro Augustoni nel 1779, custodisce un antico organo Callido che molto probabilmente Liszt usò per provare l'«Offertorio per la messa di San Francesco», composto proprio durante il soggiorno a Grottammare.
Palazzo LaureatiNella residenza nobiliare dove nel 1860 avvenne l'incontro, propedeutico all'Unità d'Italia, tra Vittorio Emanuele II e una delegazione partenopea, Liszt suonò a quattro mani il pianoforte Boisselot insieme alla marchesa Caterina, che riuniva attorno a sé la nobiltà del luogo. Nel palazzo viveva anche Pietro Laureati, primo violoncellista al Teatro dell'Opera di Londra, che conobbe Beethoven e, ormai anziano, si commosse a sentire suonare Liszt.
Scala LisztSalendo verso il Paese Alto si incontra, nella piazzetta belvedere, una scalinata intitolata a Franz Liszt per ricordare il suo legame con la città: un suggestivo collegamento pedonale pensato per proseguire fino alla sottostante chiesa di Sant'Agostino.
Palazzo PalmaroliAll'imbocco del vecchio incasato, il palazzo della famiglia Palmaroli custodisce un antico pianoforte viennese della casa Snhabel, sfondo di molti ricevimenti in quell'estate famosa, quando il celebre ospite venne conteso dalle famiglie storiche — sebbene fosse inizialmente intenzionato a trattenersi «solo per imparare a leggere vesperi e compieta» sotto la guida dell'abate Solfanelli.
Chiesa di Santa LuciaUno dei luoghi preferiti da Liszt, che saliva al Paese Alto in carrozza fermandosi ad ammirare il panorama dalle Logge di piazza Peretti. La chiesa, fatta costruire sul luogo dove nacque Sisto V sul finire del Cinquecento, è oggi la sede principale dei concerti del Festival.
Vedetta PicenaSulla sommità del borgo antico, immersa in un parco, la villa della famiglia Speranza dove Liszt terminava spesso le sue peregrinazioni, con il breviario sottobraccio. Nella lettera di ringraziamento al conte Fenili, l'ungherese ricorda «i concerti al chiaro di luna» nella villa, dove strinse amicizia con il violinista Marco Speranza e suonò il pianoforte di famiglia, un Rosenfranz a muro.

Testi storici a cura di Tiziana Capocasa, responsabile ufficio stampa del Festival Liszt.

Il Premio Liszt «Le radici della musica»

La scultura del Premio Liszt «Le radici della musica» di Francesco Santori

La scultura del Premio, opera di Francesco Santori

Dal 2005 il Festival conferisce il Premio Liszt alla carriera «Le radici della musica» a interpreti e studiosi che hanno dedicato la vita al compositore ungherese.

2005Leslie Howard

2006Pierre Réach

2007François-Joël Thiollier

2008Michele Campanella

2009Rossana Dalmonte

2010Sergio Perticaroli

2011Rolf-Dieter Arens

2012Jean-Yves Clément

2013Giovanni Bellucci

2014Giuseppe Albanese

2015Cyprien Katsaris

2016Federico Paci

2017Andrea Concetti

2018Jean-Marc Luisada

2019Enrico Pace

2020Piero Rattalino

2021Maurizio Baglini

2023Gábor Kudar — Accademia d'Ungheria in Roma

Ventiquattro edizioni, un albo di interpreti

Dal 2003 il Festival ha portato a Grottammare e Ripatransone vincitori di concorsi internazionali, grandi interpreti lisztiani e giovani talenti — da Beatrice Rana a Yulianna Avdeeva, da Leslie Howard a Michele Campanella — con la presenza fedele del consulente scientifico Pierre Réach.

Edizione 2003

R. Alessandrini e S. Bartolucci (pf. a 4 mani), Maurizio Baglini, Antonio Castagna, Paolo Marzocchi, Pierre Réach, Stefano De Bernardin (voce recitante)

Edizione 2004

Lilian Barretto, Paulo Bosisio (violino), Lorenzo Di Bella, Marie Paule Milone (mezzosoprano), Denis Pascal, Roberto Prosseda, Pierre Réach

Edizione 2005

Gergely Bogányi, Leslie Howard, Alexeï Nabioulin, Pierre Réach, Alexander Romanovsky

Edizione 2006

Giuseppe Albanese, Tiziana Cosentino, Tamás Erdi, Paolo Marzocchi, Pierre Réach, Paolo Vergari, Vanessa Gravina e Walter Maestosi (voci recitanti)

Edizione 2007

Vedrana Kovac, Michaël Lévinas, Judit Rajk (contralto), Paolo Restani, Pierre Réach, François-Joël Thiollier, András Wilheim

Edizione 2008

Peter Balatoni, Philip Bride (violino), Michele Campanella, Luiz De Moura Castro, Christoph Henkel (violoncello), Yves Henry, Federico Paci (clarinetto), Simone Pedroni, Pierre Réach, Walter Maestosi

Edizione 2009

Maurizio Baglini, Laszlo Borbely, Christoph Henkel, Mikhail Petukhov, Muza Rubackite, Beatrice Rana, Pierre Réach

Edizione 2010

Vadislav Bronevetzky, Renáta Darázs (soprano), Lorenzo Di Bella, Maurizio Moretti, Mireia Pinto (soprano), Ilya Poletaev, Pierre Réach, András Wilheim

Edizione 2011

Petér Balatoni, Andrea Concetti (basso), Tiziana Cosentino, Martina Filjak, Sofya Gulyak, Gianluca Podio (compositore), Pierre Réach, Giulio Zappa; Federico Paci dirige il Laboratorio Ensemble e l'Interamnia Ensemble; Vanessa Gravina (attrice)

Edizione 2012

Yulianna Avdeeva, János Balázs, Antonio Di Marco, Nikolay Khozyainov, Giulio De Padova, Pierre Réach, Vanessa Gravina; Federico Paci dirige il Laboratorio Ensemble

Edizione 2013

Scipione Sangiovanni, Antonio Pompa-Baldi, Viviana Lasaracina, Maurizio Moretti, Giovanni Bellucci, Pierre Réach

Edizione 2014

Giuseppe Albanese, I Solisti Aquilani, U. Jacopo Laureti, Duo Paolo e Aurelio Pollice, Costanza Principe, Vadym Kholodenko, Pierre Réach; dirige Federico Paci

Edizione 2015

Antonii Baryshevskyi, Jacopo Fulimeni, Cyprien Katsaris, Pierre Réach; Gianna Fratta dirige l'Orchestra Sinfonica Abruzzese

Edizione 2016

Mariam Batsashvill, Nathalia Milstein, Vanessa Benelli Mosell, Pierre Réach; Sesto Quatrini dirige l'Orchestra Sinfonica Abruzzese

Edizione 2017

Jacopo Fulimeni, Alessandro Simoni, Lorenzo Felicioni, Jonathan Fournel, Ilya Maximov, Davide Martelli, Andrea Concetti, Pierre Réach

Edizione 2018

Can Cakmur, Jean-Marc Luisada, Alexander Ulmann, Pierre Réach, Giuseppe Federico Paci (clarinetto), Nikos Angelis (controtenore e flauto), Marco Di Domenico (flauto), Francesco Di Giacinto (oboe)

Edizione 2019

Enrico Pace, Igor Andreev, Sea Yoon Chon, Davide De Angelis, Daniele Di Teodoro, Serena Lo Cane, Marianna Torquati, Pierre Réach, Giuseppe Federico Paci e i clarinettisti Edoardo Mancini, Lorenzo e Samuele Poli, Damiano Hulman (voce recitante)

Edizione 2020

Aristo Sham, Ilia Kim, Aurelio e Paolo Pollice, Pierre Réach, Giuseppe Federico Paci, Maria Margherita Paci (violoncello), Maurizio Croci ed Edoardo Mancini (clarinetti), Simone Annibali (percussioni)

Edizione 2021

Maurizio Baglini, Tamta Magradze, Nicolas Stavy, Marcin Wieczorek, Pierre Réach, Giuseppe Federico Paci, Maria Margherita Paci, Francesca Marini (arpa), Davide De Angelis, Daniele Di Teodoro, Maurizio Croci, Edoardo Mancini

Edizione 2022

Jae Hong Park, Maurizio Baglini, Angela Carradori, Simone Librale, Davide Martelli, Paolo Marzocchi, Davide De Angelis, Daniele Di Teodoro, Andrea Concetti, Pierre Réach, Giuseppe Federico Paci; Eugenio Olivieri (attore)

Edizione 2023

Yukine Kuroki, Alberto Cartuccia Cingolani, Filippo Tenisci, Danilo Rossi (viola), Fabrizio Meloni (clarinetto), Gianmarco Alcini (fisarmonica), Maria Margherita Paci, Pietro Fortunato (violoncelli), Glem Clarinet Quartet, Pierre Réach

Edizione 2024

Arsenii Moon, Lorenzo Di Bella, Bertrand Giraud, Alberto Cartuccia Cingolani, Munedaiko (tamburi giapponesi), Giuseppe F. Paci, Pierre Réach

Edizione 2025

Maurizio Baglini, Silvia Chiesa (violoncello), Konstantin Emelyanov, Alessio Falciani, M. Margherita Paci, The Bass Gang, Gianmarco Tonelli, Medeya Kalantarava

Una rete europea nel nome di Liszt

«Si, au mois d’août, vous étiez encore à Nohant, nous pourrions réaliser notre ancien projet de festival à Châteauroux» — scriveva Liszt a George Sand nel 1844. Quel progetto è oggi il festival Lisztomanias di Châteauroux, con cui il FestivaLiszt è gemellato.

Il Festival fa parte dell’associazione europea «Sur les Pas de Liszt» (già Lisztomanias International), la rete che unisce le realtà lisztiane d’Europa — da Budapest a Istanbul — nel segno del compositore che fu instancabile viaggiatore e ponte tra le culture. Il Festival è promosso dalla Fondazione Gioventù Musicale d’Italia, sede italiana delle Jeunesses Musicales International, fondata nel 1952.

Biglietti380 5921393